Due defibrillatori in arrivo per la città di Sabaudia Gervasi: “Una promessa mantenuta”

Continua la marcia di Cittadini al Lavoro verso la “Città cardioprotetta”, un progetto che prevede la dotazione della città di Sabaudia e delle sue periferie di defibrillatori e personale formato al loro utilizzo. Non una semplice promessa da campagna elettorale ma un impegno serio e condiviso da parte di un gruppo di lavoro fortemente convinto della necessità di riportare la politica al servizio del cittadino.

defibrillatore foto genericaCittadini al Lavoro, con il suo gruppo giovanile, ha promosso diversi eventi di raccolta fondi per il progetto della “Città cardioprotetta”. Fondi che, con il contributo del consigliere Giada Gervasi, che ha deciso di devolvere tutti i suoi “gettoni di presenza” alla città di Sabaudia, portano sul territorio ben due defibrillatori: uno per la scuola di borgo Vodice, l’altro per enti e strutture ancora da selezionare. A questi due macchinari si aggiungono i corsi gratuiti per gli utenti affinché tali apparecchiature mediche possano essere utilizzate con cognizione di causa e in assoluta sicurezza, sia per il paziente, sia per la persona che presta soccorso.

Una promessa mantenuta ma prima ancora un traguardo importante, in linea con la politica di Cittadini al Lavoro, sin dal primo momento sensibile nel settore della promozione della salute e della prevenzione. “Un altro passo fondamentale per la nostra attività civica – commenta il consigliere Gervasi – riuscire a dotare Sabaudia di defibrillatori e personale che sappia utilizzarli, non è cosa da poco ma è una sfida che intendiamo affrontare per il bene della comunità e che porteremo avanti, sempre e comunque. Non solo perché rappresenta un punto fondamentale del nostro manifesto politico, ma soprattutto perché siamo fortemente convinti del motto ‘La Sabaudia che vorrei… è una città che tutela la salute dei suoi cittadini’”.

Da qui l’appello di Cittadini al Lavoro a quanti tra assessori e consiglieri del Comune di Sabaudia percepiscono i rimborsi: si chiede loro di destinare detti rimborsi in un fondo. Questa devoluzione da parte loro, in soli tre mesi, permetterebbe di acquistare svariati defibrillatori e posizionarli nel territorio, così da poter realizzare molto più velocemente una “Città cardioprotetta”. Assicurando così salute e sicurezza all’intera cittadinanza, periferie comprese.

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